Misurare.
Tre prove in piedi, meno di un minuto ciascuna, senza scendere dalla pedana: a riposo, a occhi chiusi, a denti serrati. La doppia piastra legge i due piedi separatamente.
Una pedana misura come stai in piedi: quanto oscilli, come dividi il peso fra i due piedi. Poi cambiamo una cosa alla volta — chiudi gli occhi, serri i denti, appoggi in modo diverso — e vediamo cosa cambia. Il risultato si confronta con oltre diecimila esami.
Molti disturbi hanno una componente di controllo posturale. Il bilancio la misura e cerca da dove arriva: dagli occhi, dalla bocca o dai piedi.
Il bilancio non sostituisce la visita medica: le aggiunge una misura.
Non un’impressione: una misura ripetibile, confrontata con un archivio costruito in venticinque anni.
Tre prove in piedi, meno di un minuto ciascuna, senza scendere dalla pedana: a riposo, a occhi chiusi, a denti serrati. La doppia piastra legge i due piedi separatamente.
Ogni valore viene collocato in percentili su oltre diecimila esami, con riferimenti separati per bambini e adulti. Sai dove ti trovi rispetto a chi è stato misurato allo stesso modo.
I test clinici a mano indicano cosa indagare. In pedana si prova: una lente, i rulli fra i denti, un inserto sotto il piede, i plantari che già usi. La misura dice se aiuta, peggiora o non cambia nulla.
Ti spiego i risultati con parole semplici e scrivo io la conclusione. Se serve, ti indirizzo allo specialista giusto.
Raramente i recettori in difficoltà sono più di uno o due. Li cerco con i test clinici, li verifico in pedana.
Confronto l’equilibrio a occhi aperti e chiusi, e con la correzione visiva indossata. Quando è la vista a disturbare l’equilibrio — succede più spesso di quanto si pensi — la correzione si sceglie in tandem con l’oculista.
VISTA · CONVERGENZA · LENTIOgni manipolazione si prova in pedana: si vede subito se e quanto cambia la risposta.
Il bilancio orienta. Chi corregge occhi, bocca e piedi lavora in rete con me.
Un referto con le misure, il confronto con l’archivio e la conclusione scritta da me, da portare con te e da mostrare allo specialista.
Oculista, odontoiatra, ortopedico e tecnico ortopedico, otorinolaringoiatra. Lavoro in rete e, quando possibile, in tandem: la visita odontoiatrica posturale si svolge in mia presenza, la correzione visiva si sceglie insieme all’oculista. Lo specialista conferma e decide l’intervento.
Dopo gli occhiali nuovi, il bite o il plantare si torna in pedana: si verifica che il cambiamento ci sia e che regga nel tempo.
Quando il problema è l’equilibrio, la posturografia completa gli esami otoneurologici.
Collaboro con A.I.V.A.S., l’associazione presieduta dal prof. Attilio Varricchio, otorinolaringoiatra, nel team che applica la stabilometria ai disturbi dell’equilibrio. Sono relatore ai convegni su postura e vertigini.
Dopo gli esami medici e otoneurologici, il bilancio aiuta a capire se e quanto la vista o la bocca intervengono nell’instabilità. Spesso è proprio la vista a disturbare.
Per atleti e squadre la valutazione passa all’appoggio monopodalico e all’asimmetria fra i due lati. Ho lavorato con club di Serie A, università e atleti di diverse discipline.
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